Stefano Di PolitoRegista cinematografico e autore di progetti di innovazione culturale

    LA RICERCA DELLA FELICITÀ: L’ESPERIENZA UMANA E LA SCIENZA
    Per meglio definire e ampliare il concetto di felicità e capire come promuoverla.

    Regista cinematografico e autore di progetti di innovazione culturale. Nelle sue opere ha affrontato diversi temi sociali, in particolare l’inclusione sociale, la lotta alle diseguaglianze e le pari opportunitá. Ha ideato con Alberto Robiati e Alessandro Mercuri il progetto Felicitá Civica, nato per contrastare l’odio sociale e affermare il diritto alla felicitá, come sfida e opportunitá per ogni cittadino. Il progetto é finanziato dalla Compagnia di San Paolo e ha ottenuto il patrocinio della Cittá di Torino. Prevede una ricerca iniziale, psicologica e sociologica, per definire il concetto di felicitá civica e un concorso di idee, tuttora aperto, per raccogliere proposte progettuali sul tema della felicitá a Torino, individuando 10 sfide civiche da cui dipende il livello di felicitá dei cittadini. In precedenza ha promosso diverse campagne sociali attraverso le sue opere. Il suo ultimo documentario “Waiting” (2019) é stato presentato con Save the Children alla Camera dei Deputati per sensibilizzare sul tema dei diritti di cittadinanza dei figli di immigrati e della povertá educativa.  Il Festival della Cultura dal Basso (2017) ha visto l’attivazione di oltre 100 soggetti per favorire la rigenerazione urbana di alcuni quartieri periferici a Torino attraverso l’innovazione culturale.  Il libro “E poi sará amore” (2016 Imprimatur Editore distribuito da Rizzoli) ha affrontato il tema della paternitá e l’importanza di nuove misure a sostegno delle famiglie. Il saggio “C’é chi dice no” (2012 Ed. Chiarelettere) ha dato il via a un movimento civico – I Signori Rossi – per la promozione della  cultura etica e ha portato alla costituzione del primo sportello anti corruzione in Italia. Il film Mirafiori Lunapark prodotto nel 2013 con Rai Cinema e interpretato da Alessandro Haber, Antonio Catania e Giorgio Colangeli ha raccontato attraverso una favola sociale il problema della delocalizzazione delle fabbriche e dell’impoverimento delle periferie.

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